Persi in Amazzonia

Katherine Rundell, almeno per me, non ha bisogno di presentazioni, la migliore narratrice di storie per bambini/adolescenti (se vogliamo usare questa categoria a mio parere davvero ristretta) del momento.

Ogni suo romanzo, oltre a raccontare la storia di uno o più ragazzini alle prese con problemi spesso più grandi di loro, narra tutta la difficoltà del crescere, di quel passaggio obbligato tra infanzia e maggiore età: i rapporti con gli adulti, le incomprensioni, lo scontro tra i sogni immensi e una realtà spesso estremamente ristretta. Nel farlo, però, mette in campo lo spirito d’avventura, la scoperta del diverso, il confronto con l’altro.

Non fa eccezione “L’esploratore” che ci porta nella misteriosa e lussureggiante Amazzonia.

L’inizio è col botto: un velivolo che sorvola la foresta con a bordo quattro ragazzini e il pilota perde quota e si schianta al suolo. I bambini sopravvivono all’incidente ma il pilota no. Come sopravviveranno? E, soprattutto, riusciranno a ritornare alla civiltà e alle loro famiglie?

I quattro non si conoscono; hanno storie, caratteri ed esperienze diverse. Fred è intraprendente, interessato, affascinato dal mondo degli esploratori di cui conosce storie, scoperte ed enigmatiche sparizioni; Con è diffidente, solitaria e brusca; Lila amorevole e attenta, nonché grande conoscitrice del mondo naturale, piante e animali soprattutto, grazie ai genitori biologi; ed infine Max il più piccolo, fratello di Lila, che ha solo cinque anni, è curioso, sempre in movimento, e sempre pronto a mettersi nei guai.

I quattro ragazzini prima si scontrano: Con vorrebbe rimanere vicina al velivolo perché sicura che qualcuno verrà a cercarli; Fred e Lila invece capiscono che devono trovare un luogo sicuro, del cibo, dell’acqua e un modo per tornare verso la civiltà. Le loro possibilità di sopravvivenza dipendono dall’abilità nel procacciarsi il cibo, trovare acqua potabile e sfuggire agli animali selvatici.

Tra scoperte, prove ed errori, il fortuito ritrovamento di una mappa, la costruzione di una zattera per tentare di arrivare a Manau attraverso la navigazione del Rio delle Amazzoni, arriveranno tra le rovine di una città nascosta nella giungla dove vive un uomo misterioso. Un incontro dapprima turbolento, con l’uomo scocciato dall’arrivo di quei quattro ragazzini, poi, a poco poco, senza perdere scontrosità o diventare sdolcinato, la trasmissione di esperienza necessaria a sopravvivere e crescere.

I bambini sono adulti poco cotti!

Katherine Rundell costruisce ogni suo romanzo in un luogo o in un contesto in cui le regole della “normalità” sono sospese e i suoi personaggi devono trovare un modo per sopravvivere. È

la sopravvivenza ad innescare il meccanismo di crescita, maturazione e consapevolezza dei suoi protagonisti.

Ne “L’esploratore” i quattro non possono aspettare l’aiuto degli adulti, devono adattarsi e trovare il modo per sopravvivere prima e tornare alla civiltà dopo.

Le prove che dovranno superare aiuteranno ciascuno di loro a prendere coscienza dei propri limiti, delle proprie qualità: Con dovrà fare squadra, fidarsi degli altri, Fred dovrà accettare che a volte rinunciare a qualcosa è la scelta migliore, Lila dovrà imparare a non farsi travolgere dall’affetto verso gli altri.

“L’esploratore” analizza i problemi di ognuno dei protagonisti, la voglia di rivalsa e di dimostrazione del proprio valore, ma anche il dolore che annichilisce al punto da preferire l’esilio e la fuga. L’incontro con l’uomo misterioso, l’esploratore senza nome permetterà ai ragazzi di comprendere come il rispetto per il diverso da sé, la valutazione delle conseguenze delle proprie azioni e a volte la rinuncia fatta per proteggere qualcosa sono valori essenziali.

Hanno scritto in tanti dell’amore a prima vista. Ma che cos’è l’amore a prima vista, se non riconoscersi? È l’immediata consapevolezza che quella persona – un bambino, un amante – renderà più grande il tuo cuore. Può capitare anche con i luoghi. È per questo che li cercavo. È per questo che bisogna proteggerli.

“L’esploratore”, oltre ad essere un romanzo d’avventura coinvolgente, porta a riflettere su temi profondi come la solidarietà, l’unione per superare le avversità, ma soprattutto sul rispetto della natura e della biodiversità: l’Amazzonia, la più estesa foresta pluviale al mondo, nota come “Polmone verde della terra”, che ospita una biodiversità maggiore di qualsiasi altra foresta tropicale è un’ecosistema fragile da preservare e difendere dalla cupidigia dell’uomo.

«Questa terra un tempo ospitava milioni di perone. E un giorno il mondo lo saprà. Verrà un tempo, spero, in cui il mondo darà lo stesso valore alle persone e alla terra; ma per il momento non abbiamo bisogno di altri uomini con il casco coloniale che marcino nella giungla venendo verso di noi.»

Katherine Rundell fa centro ancora una volta con un romanzo profondo ed indimenticabile.

L’esploratore di Katherine Rundell [The Explorer 2017]- Rizzoli (2019) – Traduzione di Mara Pace – Illustrazioni di Hannah Horn – pag. 330

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