Il mondo conosciuto

Un romanzo impossibile da descrivere.
L’affresco di un’epoca e di una piccola città della Virginia raccontato fin nei più piccoli particolari.
Un mondo in cui convivono bianchi e neri, ma non hanno gli stessi diritti, né la stessa vita. Gli uni sono nati per essere serviti dagli altri, come fosse una legge naturale, inequivocabile ed immodificabile.
Un mondo fatto da tantissimi volti, bambini, uomini, donne, vecchi.
Gente che ha lavorato tutta la vita con la schiena chinata senza alcun orizzonte se non arrivare a sera e ricominciare la mattina dopo, sempre allo stesso modo, giorno dopo giorno, per sempre.
Uomini che hanno deciso di comprare la propria libertà, di usare i propri doni, le proprie qualità per riscattarsi e poter vivere dignitosamente, ma che, dopo averla faticosamente conquistata, devono portare sempre con sé il certificato di libertà, che vale, comunque, quanto carta straccia.
Proprietari bianchi che però si innamorano di donne di colore e fanno con loro dei figli mulatti, che, al di là della pelle, non sono né bianchi e né neri, eppure loro stessi giudicano i neri per gradazione di colore.
Uomini spregevoli e senza scrupoli che se ne fregano della legge.
Donne che hanno la rara capacità di comprendere ciò che si nasconde dietro una storia e altre che passano la vita ad insegnare…
Un romanzo in cui manca un protagonista principale: Henry, lo schiavo affrancato, che a sua volta diventa proprietario di schiavi, intorno al quale pare girare tutta la vicenda, in realtà è solo uno dei tanti personaggi che popolano ed animano le pagine de Il mondo conosciuto.

All’inizio ho faticato tantissimo ad entrare nella storia e a capire che cosa Edward P. Jones volesse raccontare. I continui salti temporali, i tantissimi personaggi di cui viene raccontata la storia, i richiami a personaggi o passaggi avvenuti pagine prima nella narrazione, rendono la lettura faticosa ed impegnativa.

Un libro, però, che valeva la pena leggere, profondo ed amaro, da cui si ricava la consapevolezza di quanto sia fragile e fallibile l’umanità

“Be’, signor Frazier, non è come possedere i membri della propria famiglia. Non è affatto la stessa cosa. Ciascuno di noi fa solo quello che la legge e Dio lo autorizza a fare. Nessuno di coloro che credono nel Signore e nella legge fa niente di diverso. Lei forse sì, signor Frazier? Lei forse fa più di quanto sia permesso da Dio e dalla legge?”

Il mondo conosciuto di Edward P. Jones – Bompiani editore (2005) – pag. 506

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