Scomparsa e riapparsa

Ho apprezzato, e molto, la trilogia di “Come uccidono le brave ragazze” di Holly Jackson con protagonista Pip Fitz-Amobi e, alla ricerca di thriller da leggere sotto l’ombrellone, spinta anche dal parere favorevole di mio figlio, mi sono ritrovata a leggere “Il ritorno di Rachel Price”.

Anche questa volta la protagonista è un’adolescente, Bel, la cui madre – la Rachel Price del titolo – è sparita improvvisamente quando lei aveva solo due anni, lasciando un vuoto incolmabile. Tutta la sua vita è stata costruita su quel vuoto. E sulla presenza, per lei essenziale, del padre. Un uomo che ha sempre difeso a spada tratta (anche quando è stato accusato dell’omicidio della madre), che è sicura non l’abbandonerà mai e con cui ha un rapporto speciale.

Per questo quando ricompare Rachel Price – oltretutto mentre una troupe inglese sta girando un documentario sulla sua scomparsa – la reazione della figlia non è quella che uno si aspetterebbe di gioia e di sollievo, ma di sospetto. Dove è stata per tutto quel tempo la madre? È plausibile che, dopo essere stata prigioniera per sedici anni, il suo rapitore l’abbia lasciata libera e lei sia tornata a casa dopo aver camminato per ore? E soprattutto perché nel suo racconto ci sono lievi anomalie, cose che non tornano? È solo lo stress della situazione o sta mentendo?

E se quelle erano bugie, su cos’altro stava mentendo? Su una parte? Sul resto? Su ogni cosa? Era solo questo, una storia, studiata a tavolino per adattarsi a tutti i dettagli necessari, per colmare il mistero? Non aveva senso: perché quell’uomo avrebbe dovuto lasciarla andare dopo tutti quegli anni? E se non esisteva nessun uomo?

Rachel Price era scomparsa e riapparsa. E ora Bel sapeva con certezza che su una parte di quella storia, forse su tutta quanta, stava mentendo.

“Il ritorno di Rachel Price” parte con la descrizione di una famiglia atipica: un padre e una figlia accomunati da un dolore, fronte comune contro il mondo. Bel è un’adolescente ostinata, caparbia, solitaria, a scuola non ha amici, non si fida di nessuno; la scomparsa della madre l’ha resa diffidente: ogni amica, ogni legame, ogni affetto può dissolversi da un momento all’altro come è successo a sua madre. Unica presenza, oltre al padre, è la cugina Carter, con cui ha un legame speciale.

Tutti se ne andavano, prima o poi. Non solo Rachel Price. Le persone erano temporanee. Era la sola cosa di cui si poteva essere sicuri: le persone se ne andavano sempre.

La ricomparsa di Rachel non è, dunque rassicurante per Bel, ma destabilizzante. Troppe sono le incongruenze e le cose che non tornano nella sua storia e nella reazione delle persone coinvolte. Il padre è nervoso, evita di stare in casa, fa di tutto per metter spazio tra sé e la moglie, che in tutti quegli anni ha sempre dichiarato amare sopra ogni cosa. E Bel non ha più certezze.

Carter fece un sospiro, dandole un colpetto al gomito. «Bel, stai facendo come fai sempre» disse dolcemente, quasi stesse tentando di evitare in punta di piedi piccole mine tutte loro. «Ti sforzi di vedere il male in tutto. Cerchi motivi per respingere le persone, e ciò significa che li trovi sempre. Questa è una cosa buona, invece. Sicuramente lo speravi da tutta la vita. È un miracolo che sia tornata, la maggior parte della gente questa fortuna non ce l’ha. E sembra una bella persona, Rachel. Davvero bella. Devi darle una possibilità, è tua mamma.»

Holly Jackson è bravissima a tratteggiare la personalità di un’adolescente arrabbiata con il mondo, insicura, compromessa dalla ferita dell’abbandono, in pieno conflitto di lealtà (sente che tra i genitori è in atto una guerra di cui non conosce i termini ma che la obbliga a schierarsi). Un personaggio talmente urticante da rendere impossibile, almeno per me, empatizzare con lei, ma pienamente centrato. E straordinaria a rendere quel groviglio di emozioni, sentimenti ed emozioni che fanno parte dei legami familiari, in cui non tutto è bello e buono, netto e preciso, ma i dubbi, le incomprensioni, il non detto rappresentano una parte importante delle relazioni interpersonali.

La storia si sviluppa in una spirale di dubbi, mezze verità, segreti e tante tantissime domande che la protagonista, aiutata da Ash – aiuto regista del documentario -, riuscirà a poco a poco a dipanare fino al finale.

Un finale tirato e complesso, forse un filino eccessivo, ma tutto sommato coerente.

Un thriller avvincente e serrato, pieno di colpi di scena, impossibile da metter giù fino alla fine. Meno riuscito, a mio avviso della trilogia di “Come uccidono le brave ragazze” ma comunque godibile.

Il ritorno di Rachel Price di Holly Jackson [The Reappearance of Rachel Prize 2024] – Rizzoli (2024) – traduzione di Paolo Maria Bonora – pag. 509

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