Uno straordinario Frankenbook

“L’assassino è all’ultima pagina” di Elena Molini e Fabrizio Luisi rappresenta davvero una sfida per il lettore.

Dietro ad una storia tutto sommato “normale” (una libraia burbera, una stagista distratta e una strana scatola contenente libri mancanti di pagine), si nasconde un complicato rebus nelle cui pieghe si cela la verità di una famiglia complessa, fondata sui segreti e sulle bugie.

A Firenze Margherita, una donna di 65 anni, dal carattere ruvido e non facile, è proprietaria di una vecchia libreria, attende la pensione e mollare un lavoro che è stata la sua passione e la sua vita ma che ormai la irrita, come le richieste dei clienti, l’atteggiamento dei turisti e le difficoltà di tirare avanti.

Non sono una grande amante del genere umano.

Non è proprio quello che ci si aspetterebbe da una persona che ha dedicato la propria vita a vendere libri, ma così è.

Ad affiancarla Caterina, ribattezzata con un certo astio “la Stagista Cretina”, che si rivelerà più sveglia ed utile di quanto appaia all’inizio.

Questa sua routine è spezzata all’improvviso dall’arrivo di una scatola contenente vecchi classici in edizioni ottime ma fuori catalogo, alcune edizioni di pregio, molti tascabili, libri usati ma ben tenuti, ma a cui molti mancano delle pagine. E il mistero si infittisce quando trova sul fondo della scatola un’edizione di Frankenstein mai vista, e soprattutto con un ISBN (il numero identificativo di qualunque libro) non corrispondente all’edizione in questione, ma ad un altro titolo: un romanzo di G.M. Wilson, dal titolo assai evocativo “Mi hanno assassinato”.

Ma a chi appartenevano quei libri? E chi ha commissionato la donazione? Quando lo scopre, Margherita impallidisce come avesse appena visto un fantasma proveniente dal suo passato. I libri sono stati portati per conto di Bartolomeo Scala. Un nome che la libraia conosce, che appartiene ad una pagina del suo passato che ha, volontariamente e dolorosamente, rimosso anni prima.

Bartolomeo è morto da poco tempo e pare che negli ultimi tempi soffrisse di “un rapido declino cognitivo”.

Per saperne di più e vedere di capirci qualcosa, Margherita inizia a leggere il testo che ribattezza presto Frankenbook.

Afferrai il volume e lo aprii alla prima pagina.

Sfogliai velocemente il colophon, il frontespizio, l’occhiello, facendo attenzione a eventuali dettagli aggiunti o cancellati. Dopo essermi sincerata che tutto fosse al suo posto, proseguii, passando per l’introduzione, la cronologia e la prefazione. Tutto normale, fino a quello che doveva essere il capitolo uno. Lì al posto dell’inizio di Frankenstein di Mary Shelley – la prima lettera, “Sarai lieta di sapere che nessun disastro ha turbato l’inizio di un’avventura che tu vedevi circondata da presagi tanto funesti…” – c’erano frammenti di testo, strappati e d incollati con cura su una pagina bianca. E andando avanti a sfogliare – Dracula, La metamorfosi… – vidi che tutto il romanzo era stato sostituito da spesse pagine bianche, che ospitavano un collage di frammenti di altre opere, spesso annotate a margine, in blu. Un lavoro certosino.

Mano a mano che legge, Margherita capisce che Bartolomeo Scala l’ha scelta per risolvere l’enigma della sua morte. Nella mente le risuona una frase, che l’uomo aveva pronunciato tanti anni prima – “Perché cogli ciò che gli altri non vedono” – e la voglia di dimostrare che quella frase è vera, oltre alla curiosità e al desiderio di far luce sul mistero, hanno la meglio su prudenza e fattibilità. Ma da dove iniziare? Oltre che da quell’ammasso di pagine della letteratura che sicuramente contengono indizi su ciò che deve portare alla luce? Naturalmente dalla famiglia di Scala: la moglie, due figli, due nipoti, un segretario, un medico, un’assistente. Spacciandosi per la curatrice scelta per catalogare l’immenso patrimonio libroso contenuto nella sua biblioteca, si insinua nella villa sui colli di Firenze e inizia a fare domande. E scopre che tutti hanno qualcosa da nascondere, qualche rancore, e un movente sufficiente a decidere di commettere un omicidio.

E quello che è, a tutti gli effetti, un giallo tipico: un uomo ricco, una famiglia piena di questioni irrisolte, tutti che possono avere un conto in sospeso con il defunto, diventa un viaggio incredibile nella letteratura e una sfida anche per chi legge a capire cosa sia accaduto a Bartolomeo Scala e chi lo abbia ucciso. E noi lettori, come Margherita, restiamo stregati dalla quantità dei riferimenti letterari: parti di Dumas, di Dostoevskij, di Tolstoj, uniti ad altri di Edgar Alla Poe, Charlotte Brontë, Jane Austen, Fitzgerald, Conan Doyle, Agatha Christie… Opere immortali come “Anna Karenina”, “I fratelli Karamazov”, “Delitto e castigo”, “Il maestro e Margherita”, “Alice nel paese delle meraviglie” unite e commiste al “Il conte di Montecristo”, “Persuasione”, “Il ritratto di Dorian Gray”, “Padri e figli” “I promessi sposi” e ancora ancora…

Gran parte della letteratura dell’ultimo secolo frantumata e ricomposta per fornire gli indizi alla soluzione del giallo. E tra quelle righe affiora il rapporti genitori figli, la vendetta, i veleni, gli amori extraconiugali, le storie di droga, la passione per il gioco d’azzardo. Elementi che fanno emergere la verità.

Un meta-libro curioso ed originale, i cui indizi disseminati nelle storie immortali della letteratura portano alla soluzione.

Sono riuscita a risolvere il mistero? No, ho capito, però, una cosa, piuttosto essenziale alla soluzione, aiutata senz’altro dalla conoscenza di uno dei tanti romanzi citati. Perché ovviamente sapere quali sono le questioni che ruotano attorno a questi libri, rappresenta un enorme indizio per arrivare alla soluzione. Ma una cosa è certa: mi sono divertita tra le pagine del Frankenbook e alcune parti mi hanno fatto venire voglia di riprendere gli originali e rileggerli.

Elena Molini è la proprietaria, nonché ideatrice, de La Piccola Farmacia Letteraria, l’originale libreria che accompagna ad ogni libro una sorta di indicazione terapeutica, con effetti collaterali e dosi consigliate, tipo i bugiardini delle medicine. E le indicazioni, effetti collaterali e posologia non mancano nemmeno in questa sua ultima fatica letteraria.

L’assassino è all’ultima pagina di Elena Molini e Fabrizio Luisi – Mondadori (2026) – pag. 342

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