La prima volta che ho sentito parlare di questo libro ero convinta si intitolasse “Cuore innamorato”, e così ho continuato a chiamarlo per un bel po’. Il perché di quell’articolo “il” tra cuore e innamorato proprio non riuscivo a farmelo entrare in testa, né a capirlo. Ho dovuto leggere il libro per farlo. “Cuore l’innamorato” è il Re di Cuori di un gioco di carte da cui prende il via la storia e che ritorna spesso tra le pagine del romanzo di Lily King: una sorta di “famiglia” nostrana.
Ivan ci insegna un nuovo gioco di carte che si chiama Capitan Corsetto, che ha imparato da una ragazza del Connecticut. Toglie dal mazzo i cinque, i sei, i sette e gli otto e ci spiega che delle carte restanti ogni seme è una famiglia, e che i re sono i capifamiglia: Picca il giardiniere, Fiore il poliziotto, Cuore l’innamorato e poi c’è Capitan Corsetto che è il re di Quadri. Le altre carte sono i vari membri dei rispettivi clan. Il primo giocatore che riunisce tutta una famiglia vince. Le carte vengono distribuite tutte subito e l’unico modo per ottenerne di nuove è chiederle a un altro giocatore, ma ogni richiesta deve essere fatta con le stesse frasi formali, e bisogna dire grazie prima di toccare le carte di un altro. Se sbagli, il primo giocatore a gridare «Capitan Corsetto!» si prende il tuo turno.
E questo gioco, come i lunghi discorsi sulla letteratura e le dissertazioni sui legami tra arte e vita, è centrale nell’amicizia tra una studentessa di scrittura creativa – il cui vero nome scopriremo solo nell’ultima pagina, ma che verrà ribattezzata dagli altri protagonisti Jordan (richiamo alla golfista de “Il Grande Gatsby”, perché lei “non è una Daisy qualunque!”)- , e Sam e Yash. Mentre lei si barcamena tra prestiti universitari, svariati lavoretti per mantenersi e un appartamento condiviso dove spesso manca il riscaldamento e si deve accontentare, gli altri due, brillanti studenti di Letteratura, vivono nella mega villa, dotata di tutto, di un loro professore che ha preso un anno sabbatico. Jordan inizia ad uscire con Sam e si ritrova spesso nel salotto di casa loro a giocare a Capitan Corsetto e parlare di massimi sistemi. La relazione con Sam dura il tempo di capire che sono troppo diversi e che un legame tra loro è impossibile, ma dà l’avvio al legame con Yash, molto più coinvolgente e duraturo. Ma l’amore giovanile deve sempre fare i conti con l’insicurezza, i progetti per l’avvenire, l’imprevedibile impossibilità di comprendersi. Nel periodo in cui tutto sembra possibile e l’amore spesso è al centro di ogni cosa, contraddizioni e vulnerabilità confondono e impediscono di tracciare una rotta definita. Anche perché la giovinezza è il periodo in cui tutto è assoluto e totalizzante (bianco o nero, dentro o fuori), e non esistono mezze misure, compromessi, zone grigie. È solo il passare del tempo che spinge verso soluzioni mediate che sono parse assolutamente impossibili ed impraticabili qualche anno prima.
Solo vent’anni dopo, quando la vita ha fatto il suo corso, sparigliando carte e destini, Jordan si troverà a mettere a posto quello che ha solo accantonato, accettando rimorsi e rimpianti. Perché il passato, quando non si sono pareggiati i conti, torna a galla.
«L’amore non è una forma di speranza?», dissi.
«No. L’amore è una forza schiacciante. È una cosa a cui ti lasci andare a tuo rischio e pericolo, in barba a ogni buonsenso.»
“Cuore l’innamorato” è pieno di riferimenti letterari, di analisi critiche, di discussioni argute, che alimentano ispirazioni, relazioni e desideri dei protagonisti.
Lily King racconta una storia d’amore, indagando sulla forza e la debolezza delle relazioni, tratteggiando il modo in cui determinino la personalità futura, tra debolezze, crepe dell’anima e ferite difficili da rimarginare. E lo fa con una storia lieve ed ironica nella prima parte, che diventa malinconica nella seconda. Si potrebbe forse storcere il naso sul concentrato di “sfighe” e dolori che colpiscono i protagonisti nelle ultime pagine, ma, a parte che, purtroppo, così è la vita (la mia bisnonna diceva che quando si sfila una collana partono tutte le perle, come dire che le disgrazie non vengono mai da sole), l’autrice riesce comunque a mantenere un tono non troppo eccessivo. E alla fine, pur non gridando al capolavoro, ho trovato che questa storia dolce-amara rappresenti molto bene un tempo e un modo di amare che si concentra in pochi anni di vita, ma condiziona spesso tutto quello che verrà.
Cuore l’innamorato di Lily King [Heart The Lover 2025] – Fazi Editore (2025) -traduzione di Manuela Francescon – pag. 222

