Affrontare la vita con originalità

Dopo aver letto l’intenso e commovente “Skellig” di David Almond e conosciuto tra quelle pagine la intelligente e sensibile Mina, non potevo certo non farmi tentare dalla sua storia. “La storia di Mina” è, infatti, una sorta di prequel delle vicende narrate in “Skellig”, dove la giovane protagonista racconta la sua vita in prima persona in un diario, dove trovano posto giochi di parole, esperimenti letterari e momenti di introspezione.

!LA PERFEZIONE È NOIOSA!

!LA PERFEZIONE È VUOTA!

!LA PERFEZIONE È IL NULLA!

Guarda il mondo. Annusalo, assaggialo, ascoltalo, toccalo, guardalo. Sì, guardalo! E lo so che succedono cose orribili senza nessunissima ragione. Perché papà è morto? Che senso hanno le carestie, la paura, l’oscurità, la guerra? Non lo so! Sono una bambina! Come faccio a sapere la rispose a domande come queste? Ma questo mondo orribile è così meravigliosamente bello e meravigliosamente strano che a volte mi pare di svenire.

Mina, infatti, orfana di padre, vive con la madre ed affronta la vita con originalità. Piccola scienziata in erba per l’enorme capacità di osservazione dei fenomeni naturali, è considerata strana sia dai suoi compagni che dagli insegnanti. Al punto da decidere di lasciare la scuola e affrontare un’istruzione alternativa e privata con l’assistenza e l’aiuto della madre, donna estremamente affascinante, che insegna alla figlia ad osservare la vita da prospettive diverse, lasciandola libera di esplorare, sperimentare, mettersi alla prova. E stuzzicando la sua immaginazione e la sua intelligenza attraverso l’arte, raccontandole di Klee e di Picasso, facendole usare la creta per creare e spingendola ad un pensiero non convenzionale.

Mina ama in particolare gli uccelli: li considera una sorta di anello di congiunzione tra mondi. E adora passare ore a guardarli, a vedere i loro cambiamenti, a studiarne tutti gli aspetti visibili. Per questo non esita a salire sugli alberi e ad osservare il mondo da un’altra prospettiva.

“La storia di Mina” se per certi versi non raggiunge le vette di “Skellig”, regala comunque ai lettori la consapevolezza di come spesso basti cambiare prospettiva per vedere la realtà con occhi nuovi. Mina, etichettata dalla società come stramba, è solo una ragazzina che non si accontenta della lettura semplicistica e preconfezionata che possono fare gli insegnanti, gli adulti, la società di quello che la circonda. Vuole osservare, comprendere i meccanismi nascosti e, soprattutto, farsi prendere dalla magia e dalla meraviglia di ogni piccola cosa.

E attraverso gli occhi di Mina il lettore osserva anche l’arrivo dei vicini dopo la morte del signor Myers, la nascita della bambina e lo sgomento del fratello, smarrito tra tutti quei cambiamenti, fino al loro incontro, che caratterizzerà il libro “Skellig”.

“La storia di Mina” di David Almond è una storia che insegna la bellezza delle piccole cose, della necessità di seguire la propria strada anche a costo di farsi tacciare come diversi, seguendo le proprie inclinazioni e osservando la realtà con occhi pieni di stupore.

La storia di Mina di David Almond [My name is Mina 2010]– Salani editore (2019)- traduzione a cura degli studenti delal Scuola di Specializzazione in traduzione Editoriale TuttoEuropa- pag. 299

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