Un’impresa degna dei Mille

Zelda è una ragazzina di dodici anni, troppo sola e troppo giovane per vivere felice nella cupa Fortezza di famiglia che domina la valle.

La fortezza era stata costruita con lo scopo di offrire riparo ai soldati che facevano la guardia alla Valstretta, era marziale e priva di ornamenti.

Orfana di madre, con un padre attratto dalle invenzioni moderne, ma tenuto ai margini dalle scelte di famiglia dalla nonna Lina, che dirige con piglio severo l’azienda e la casa. Una casa popolata da un codazzo di cameriere chiacchierone, dalla vecchia balia, ormai svampita, da un giardiniere che ha fatto parte dei Mille, Maulino, e dalla prozia Editta, piena di regole e di idee antiquate, in cui Zelda si sente soffocare. La ragazza vuole, a tutti i costi, sfuggire dal suo destino, dall’anonima sorte che tocca alle sorelle minori, ossia il Dimenticatoio. Non ha più nemmeno la consolazione della compagnia della sorella Olimpia, che, da qualche tempo si sente troppo importante per confondersi con lei, addirittura si fa chiamare Olympia e scompare, misteriosamente e ripetutamente a Firenze.

Zelda alzò gli occhi da martire verso la colomba, poi allungò una mano fuori dalla vasca e raccolse il libro in cima a quelli impilati sul pavimento. Aveva preso il vizio di leggere in bagno da Olympia. Si trattava di un’edizione di David Copperfield con le pagine incorniciate di muffa azzurrina.

Dickens piaceva al papà, lei invece preferiva i libri della sorelle Bronte. Olympia aveva l’abitudine di leggerglieli ad alta voce aggiungendo sempre qualcosa di inventato. Per esempio, Jane Eyre alla fine diventava la più feroce piratessa della Cornovaglia o Catherine di Cime tempestose, invece di morire d’amore, faceva i milioni con un profumo chiamato Brughiera Selvaggia.

Ma tutto questo accadeva prima.

Prima che Olimpia diventasse Olympia.

Siamo nel 1911, alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, e le idee di Zelda su emancipazione e libertà femminile, si scontrano con una realtà che vuole ancora le donne, costrette in busti e corsetti e dedite ai desideri familiari.

Per sfuggire alla noia, Zelda vorrebbe almeno uscire dalla Fortezza e andare “Laffuori”, come lei e la sorella chiamano il paese, frequentare la scuola, incontrare coetanei. E per un certo periodo lo ha anche fatto e lì ha conosciuto, Luce, la figlia del sindaco, diventando sua amica, ma la prozia ha trovato la scuola inadatta ad una ragazza di buona famiglia, meglio affidarla ad un precettore, peccato che Abate Prina, oltre che essere senza arte né parte, sia noioso e soporifero come non mai.

La vitalità di Zelda e la sua continua voglia di avventure la portano a mettersi spesso nei guai e soprattutto ad essere spesso accusata di aver commesso qualsiasi cosa accada nella casa.

Unica distrazione è un diario dalla copertina rossa trovato in biblioteca, che racconta le avventurose imprese di una giovane inglese, Alice, che per consegnare un messaggio essenziale alla riuscita dell’impresa dei Mille, attraversò tutta l’Europa e arrivò in Sicilia, aggregandosi poi alla spedizione dei Mille, e seguendo Garibaldi nell’unificazione d’Italia. Libro che legge di nascosto, dentro l’armadio della biancheria, tra pile di lenzuoli, a lume di candela e che l’ispira a darsi da fare per abbandonare quella casa e quella famiglia e tentare la sorte come l’Alice del diario.

Quando una serie di furti comincia ad imperversare nella regione, e le autorità che brancolano nel buio mettono addirittura una taglia su chi darà notizie sul misterioso Fantomas, Zelda crede possa essere arrivato il momento per mettere le mani sulla taglia, catturando il malvivente, per poter avere finalmente i soldi per andarsene da casa.

Nella sua ricerca del colpevole, Zelda incontrerà Leggero, un giovane ragazzino orfano, cresciuto nel Regio Orfanotrofio che vive in compagnia di Crisanto, poco più grande di lui che si mantiene scrivendo lettere e con lui vivrà una serie di avventure, tra furti rocamboleschi, intrighi, biechi figuri, e scandali da non rivelare, che la porteranno a fare scoperte assolutamente inaspettate e pericolose per una ragazzina come lei.

Un romanzo pieno di brio, che si legge con la curiosità di scoprire i tanti misteri che costellano le pagine e affezionandosi poco a poco a quella intrepida e coraggiosa ragazzina, che vuole solo essere vista in quella casa così grande, in cui tutti sono presi da incombenze e problemi.

Un libro che racconta anche un pezzo della storia d’Italia, l’impresa dei Mille, e il valore che un gruppo di uomini, pieni di ardore e di ideali, ebbe, per unificare il paese e far nascere una nazione unita.

Il segreto del pettirosso di Elisa Puricelli Guerra – Salani editore (2020) – pag. 297

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