La Moda Medievale

“Le vesti, si sa, sono sempre servite a riparare tanto dal freddo o dal caldo, quanto dagli sguardi altrui, come pure a veicolare messaggi, a segnare distanze, a dimostrare appartenenza, ad indicare condizioni sociali e scelte di vita. Il linguaggio dei vestiti è legittimato e comprensibile.”

In questa frase è concentrato tutto il ruolo e l’importanza che la moda assunse soprattutto a partire dal dalla metà XIV secolo. Infatti è dall’età comunale quando le città riacquistarono un ruolo centrale che presero piede alcune attività (come: tessitori, drappieri, sarti, calzolai, cappellai, merciai) che favorirono lo sviluppo della moda come attività economica e di distinzione sociale. E’ in questo periodo che nacquero nuove figure professionali come quella del follatore, del tintore e del tagliatore, tutti riuniti in corporazioni. Ed è con l’invenzione del telaio orizzontale nel secolo XI, che divenne possibile produrre pezze di tessuto lunghe due metri e larghe trenta, che permisero di tagliare i tessuti e realizzare i vestiti nella forma voluta.

Dal momento che il Medioevo ricomprende un secolo a partire dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente alla scoperta dell’America, la foggia e le modifiche avvenute nella moda sono tantissime e diventa impossibile ricordarle tutte.

Cercherò di schematizzare e dividere in varie fasi questo lungo periodo:

Dal 476 al 600 d.C.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Costantinopoli divenne il centro del mondo bizantino.

Si diffuse una mescolanza di stili con influssi greci, romani, mediorientali e orientali. I veli, le tuniche a forma di “T”, i mantelli maschili derivavano dalla Roma Imperiale.

I personaggi più abbienti e prestigiosi indossavano ampie vesti di seta riccamente decorate, incastonate di gioielli e intessute di fili di oro.

Teodora, moglie di Giustiniano, incarna perfettamente il modello dell’epoca

Il popolo indossava semplici tuniche di lana, che per gli uomini arrivavano al ginocchio, accompagnate da calzamaglie, stivali e lunghi mantelli.

Dal 600 al 1100

Iniziano le migrazioni in nuove aree, a volte sotto forma di invasioni e conquiste, altre volte in modo pacifico.

La tunica a “T” era l’indumento base sia per la donna che per l’uomo, nonché l’abbigliamento fondamentale per i sassoni e i normanni.

Le donne portavano: una tunica sopra una sottoveste di lino, e spesso ricoprivano il tutto con un abito; coprivano il capo con un velo.

In genere gli uomini indossavano due tuniche, una sottoveste di lino con sopra un’altra tunica; quella di sotto era più lunga, e spuntava sotto l’orlo dell’altra, sopra si portava la cintura.

La tunica era indossata da tutti, ma la qualità del tessuto dipendeva dalla disponibilità economica: i popolani la usavano di stoffa grezza con calzamaglie attillate; gli aristocratici, splendide tuniche intessute d’oro e importata dall’Oriente.

Nel Medioevo, nessuno, ricco o povero che fosse, uomo o donna, indossava le mutande, conosciute dai Romani, ma di cui si era perso l’uso. Si pensava infatti, che ostacolassero “il prendere aria” delle loro parti intime notevoli variazioni in fatto di lunghezza, ampiezza e ricchezza degli ornamenti.

Dal 1100 al 1200

Gli aristocratici portavano il “BLIAUT” o “BRIAL”, una tunica di seta pregiata e leggera, con strascico e lunghe maniche a farfalla dette anche maniche ad angelo e da una nuova aderenza al busto probabilmente ottenuta con delle stringhe sul dietro o sui fianchi.
Il collo inizialmente tagliato a “V” viene poi generosamente arrotondato o tagliato a quadrato, accompagnate da scarpe a punta e manti elaborati.

La lunghezza della “BLIAUT”(sopraveste) connota l’epoca: lunga quasi alla caviglia, sale poi fino al polpaccio. Tutto, comprese le maniche, era ampio e lungo fino a sfiorare il suolo.

I capelli sono pettinati con la riga in mezzo e raccolti in trecce lasciate libere o arrotolate in vario modo a lasciare scoperta la nuca. Spesso i capelli sono nascosti da un soggolo di stoffa avvolto sulla testa e anche intorno al collo (per le donne sposate), o coperto da cappelli che assumeranno fogge sempre più verticalizzanti.

La tunica poteva essere di due tipi: quella normale era una veste semplice lunga fino a metà polpaccio, mentre quella composta, comparsa verso la fine del XIII secolo, aveva il corpetto modellato con rinforzi aderente sul petto. Aveva poi, una larga fascia che sottolineava la vita e una gonna lunga aperta sui fianchi. La vita doveva essere stretta, e le gonne assai ampie e molto ricamate. Il corpetto aveva il compito di slanciare la figura e disegnare la forma dei fianchi, del ventre e della schiena. Aveva una scollatura rotonda, ampia, dalla quale potevano uscire la camicia e le maniche lunghe svasate a partire dal gomito.

La camicia, che si indossava sotto la veste, era una specie di tunica chiusa sui lati e aperta in basso davanti e dietro, lunga fino a metà polpaccio e con le maniche strette ai polsi: ricadeva sopra le brache (erano il solo capo d’abbigliamento riservato esclusivamente all’uomo) e le calze, che erano bianche.

L’uomo sotto la tunica o camicia (una tunica lunga fino a metà polpaccio con le maniche ristrette sui polsi, bianca spesso con i polsi e il colletto ricamati) indossa delle brache e calze. Fino all’avvento della maglieria, praticamente sconosciuta nel Medioevo, le calze erano fatte di stoffa di lino o lana ed erano tagliate su misura in modo da risultare piuttosto aderenti.

Nel XII secolo le “calze” arrivavano fino a metà coscia e coprivano le brache corte o mutandoni. In precedenza le brache arrivavano fin sotto il ginocchio, più strette se indossate da nobili e aristocratici, più larghe se portate da popolani e contadini (simili a dei pantaloni di taglio dritto con vita a coulisse).

Dal 1200 al 1300

Gli abiti di taglio semplice erano drappeggiati con eleganza, mentre le acconciature divennero più complesse: retina per capelli, soggolo e cerchietti attorno al capo per le donne.

Le maniche erano staccabili, non esistendo cerniere, velcro o bottoni queste venivano collegate al vestito tramite laccetti. Spesso non potendo cambiarsi d’abito le dame sceglievano di variare solo le maniche, dando all’abito un aspetto nuovo.

Dal 1300 al 1380

Dal 1300 circa, la foggia degli abiti cambia: da dritti, e poi drappeggiati con cintura, cominciano a diventare sinuosi, aderendo al corpo. Nello stesso periodo nasce la sartoria e si sviluppa l’utilizzo dei bottoni, che sostituiscono i lacci, gli spilli e le fibule del periodo precedente. Dalla tunica medievale fatta a “T”, le vesti iniziarono ad adattarsi ai corpi e si ebbe una maggiore differenziazione tra gli abiti maschili e quelli femminili

Nel 1360 si impone la “PELLANDA”: una sopravveste destinata a sostituire altri capi a maniche lunghe come la Cotta. La versione maschile era indossata sopra farsetto e calzamaglia, e terminava a metà coscia o al polpaccio. Le maniche erano corte e ampie, e lasciavano esposte le maniche dell’abito sottostante.

La “PELLANDA” fu adottata anche dalle donne, anche se in questo caso, l’abito, era sempre chiuso sul davanti, lungo fino a terra, e avvolte prolungato in uno strascico. Il tessuto abbondante era raccolto da una cintura sotto il seno, e le maniche erano molto ampie, smerlate, decorate, rivestite di tessuto o pelliccia di colore contrastante.

Per avere idea di come fosse l’abbigliamento dell’epoca:

Camisa: l’equivalente della nostra biancheria intima, indumento base sia per la donna che per l’uomo. In cotone, lino o seta ha manica lunga aderente al braccio e cade fino a coprire la caviglia per la donna, più corta per gli uomini.

CalzeBrache: per l’uomo di varie fogge e lunghezze, sono gli antenati dei pantaloni, inizialmente poco aderenti, diventarono poi sempre più attillate e variopinte e cominciarono ad essere unite con una sorta di patta che copriva le parti intime

Gonnella: era la veste indossata sopra la camisa, di vari tessuti e per i ricchi decorata con passamanerie e ricami

Farsetto: capo maschile, copriva il busto, realizzato con stoffe robuste, come panno o fustagno, di solito indossato sopra la camicia o a pelle

Farsetto

Guarnacca: era la sopraveste, in inverno era fatta con stoffe pesanti e spesso foderata di pelliccia

Sopra tutto vi era il mantello più o meno pregiato, lungo o foderato con stoffe pregiate o pelliccia

Grande attenzione era dedicata agli accessori: borse, cinture, copricapi completavano l’abbigliamento. Che che si possa pensare le donne e gli uomini del Medioevo amavano i colori accesi e gli accostamenti audaci.
Le maniche erano staccabili, non esistendo cerniere, velcro o bottoni queste venivano collegate al vestito tramite laccetti. Spesso non potendo cambiarsi d’abito le dame sceglievano di variare solo le maniche, dando all’abito un aspetto nuovo.

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