Via col vento

Via col vento è un romanzo ma soprattutto un film entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo.
Credo che sia difficile trovare un altro adattamento che abbia avuto un tale successo da mettere del tutto in ombra la storia scritta da Margareth Mitchell.
Ed è un peccato.

Via col vento è la storia di una donna, di un uomo, di un’epoca in via di estinzione e di una società al tramonto, un romanzo dalla scrittura vivida, in cui i personaggi paiono uscire dalla pagine tanto sono mirabilmente descritti.

Da subito Rossella, o meglio Scarlett O’Hara, spicca.

“Non era una bellezza; ma raramente gli uomini se ne accorgevano”.

Capace di andare a cavallo e di arrampicarsi sugli alberi al pari, se non addirittura meglio, di un uomo. Capricciosa, volubile, caparbia, impulsiva…

E come suo contraltare Rhett Butler, l’affascinante farabutto con una pessima reputazione, da cui Rossella è attratta e allo stesso tempo respinta. Con lui, le sue moine e i suoi modi non funzionano, i due sono fatti della stessa pasta. Per ciò gli scontri, le discussioni, i battibecchi sono all’ordine del giorno. Rhett non ha paura di pensare diversamente dagli altri, anche se dire ciò che pensa lo conduce ad un inevitabile ostracismo, né segue l’ipocrita morale del secolo. Lui gode di quello che è e di quello che fa, senza scrupoli e con una propria morale.


“Perché sono la pecora nera della famiglia Butler? Perché non mi sono adattato a fare tante cose che bisognava fare soltanto perché sono sempre state fatte… Cose innocenti che non bisogna fare per la stessa ragione… Cose che infastidiscono perché sono prive di senso comune…”

Sullo sfondo la guerra di Secessione che all’inizio appare come un’eco lontana, l’interesse è tutto per le feste, i balli, i picnic, gli annunci di fidanzamento che tengono accesa l’attenzione dei giovani, delle fanciulle da marito e delle loro famiglie. Ma pagina dopo pagina, è la Storia, quella reale, fatta di battaglie, di sangue, di eroismi e vigliaccherie ad emergere.

L’avanzata dei nordisti e il conseguente ripiegamento dei Confederati, minori di uomini e di equipaggiamento rispetto agli Yankees, porta all’incendio di Atlanta, lo sbandamento della popolazione, la fame, la distruzione dei campi coltivati e la fuga dei negri dalle piantagioni di cotone.
E in tutto questo sorge una nuova Rossella, ancora più impavida e combattiva, torna a Tara e lotta per la sua terra, per quei campi rossi “solcati dall’aratro, per i prati verdi di erba tenera, per i fiumi gialli e sonnolenti, e per le case bianche e fresche fra le magnolie”.

“… Perché questa è la sola cosa al mondo che duri… e per chiunque ha nelle vene una sola goccia di sangue irlandese, la terra in cui vive è come una madre… è la sola cosa per cui valga la pena di lavorare, di combattere, di morire.”

Una Rossella dura, lontana dalla frivola ragazzina preoccupata di ottenere un ballo o di essere corteggiata dai giovani della Contea. Una Rossella che deve sopravvivere e mantenere in piedi la sua proprietà e la sua famiglia allo sbando. Una donna forte e indomita, che non esita a sparare, a raccogliere il cotone, a lottare con le unghie e con i denti per non essere sopraffatta da ciò che sta accadendo, consapevole di essere cambiata e che nulla per lei e per gli stati del Sud sarà più come prima.



Chiunque senta nominare questo libro, credo pensi, per prima cosa che si tratta di una storia d’amore.
La passione che lega Scarlett a Rhett, resa immortale dall’interpretazione magistrale di Clark Gable e Vivien Leigh – mai furono scelti attori così simili ai personaggi descritti da un autore – è ciò che salta immediatamente agli occhi e rimane nella memoria.
Ma dire che Via col vento sia una storia d’amore, riduce e banalizza un romanzo che è molto molto di più.
Margaret Mitchell dipinge l’affresco di un’epoca, descrivendo i motivi della guerra, le cause della sconfitta del Sud, le difficoltà della ricostruzione, l’atteggiamento verso i neri, la nascita del Ku Klux Klan.
La guerra di secessione con la sua drammaticità di guerra civile, segnò la fine di un mondo legato alle piantagioni, alla schiavitù, a quella dolente e aristocratica vita fatta di balli, di cavalcate, di inviti di cui faceva parte una ristretta cerchia di persone. I sopravvissuti dovettero rimboccarsi le maniche, iniziare a lavorare, vedere il mondo in cui erano nati e cresciuti sostituito da un mondo diverso, molto più villano, in cui i ricchi yankee imposero il loro stile di vita, i neri ottennero il diritto di voto, le prerogative della vecchia classe dirigente furono spazzate via.
In questo contesto magistralmente descritto dall’autrice, spicca il personaggio femminile più rivoluzionario, moderno, femminista mai venuto alla luce.
Scarlett è scaltra, opportunista, intelligente, determinata, spregiudicata. E’ lei il centro del romanzo, la sua evoluzione da ragazzina viziata e capricciosa a donna imprenditrice che vuole salvare Tara e non patire più la fame è eccezionale. Il suo contraltare è quel Rhett Butler, altrettanto arrivista e spregiudicato, ma che inizierà la sua “conversione” per essere accettato dalla vecchia società di Atlanta per amore della figlia.
Due personalità forti, orgogliose, irruente che, pur amandosi, non riusciranno mai a capirsi.

Concludo con le ultime, celeberrime parole di Rossella:

“Penserò a tutto questo domani, a Tara. Sarò più forte, allora. Domani penserò al modo di riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno”


Un inno alla determinazione, alla fiducia nei propri mezzi, all’idea che ogni giorno si può ricominciare da capo la propria vita.


Curiosità

  • Gone with the Wind è stato pubblicato il 30 giugno 1936
  • Solo nel primo mese vendette 200 mila copie, grazie anche al passaparola delle lettrici che ammirarono la determinazione della protagonista
  • Nel 1937 il romanzo fece vincere a Margaret Mitchell, giornalista della Georgia, il Pulitzer
  • La scrittrice iniziò a scrivere il romanzo per passare il tempo durante la convalescenze per un infortunio alla caviglia
  • Scrisse la storia al contrario, partendo cioè dalla fine, dalla battuta diventata celebre “Domani è un altro giorno”
  • La Mitchell consultò ben 500 libri per la ricostruzione storica del periodo
  • Sono stati scritti due sequel, uno nel 1991 da Alexandra Ripley intitolato Scarlett e uno nel 2007 da Donald McCaig dal titolo Il mondo di Rhett. Il ritorno di Via col vento
  • Dal romanzo è stato tratto il film, per certi versi ancor più famoso del libro, diretto da Victor Fleming, dopo il licenziamento di George Cukor, interpretato da Clark Gable, Vivien Leigh, Leslie Howard e Olivia de Havilland

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