Ho chiuso “Un giorno” di David Nicholls con un senso di magone e malinconia. La storia di Emma e Dexter rappresenta per me la storia d’amore più reale e vera mai raccontata.
A distanza di sedici anni da quando l’ho letto per la prima volta, questo romanzo mi ha restituito le stesse sensazioni della prima volta. Perché “Un giorno” racconta una storia “normale”: due ragazzi che si incontrano, si piacciono, si frequentano, si allontanano, si ritrovano, litigano, fanno pace. Si amano da lontano, mai nello stesso momento. Ci vorranno anni e vita per essere finalmente pronti a guardarsi negli occhi desiderando la stessa cosa.
Due ragazzi diversi come il giorno e la notte per estrazione, carattere, ideali.
Emma Morley è profonda, insicura, piena di ideali, di famiglia proletaria, impegnata politicamente, disinteressata al suo aspetto fisico, vuole scrivere e soprattutto vuole fare la differenza e “cambiare il mondo”, fosse anche solo un piccolo angolo intorno a lei.
Dexter Mayhew è bello, superficiale, ricco, passa da una festa all’altra e da un letto all’altro, non ha nessun programma e nessuna ambizione, e alla domanda di come si vede a quarant’anni risponde “ricco e famoso”.
Il 15 luglio 1988, giorno della laurea di entrambi, si ritrovano abbracciati nel lettino di Emma, in una minuscola stanza di Edimburgo, e si osservano sospettosi, domandandosi cosa ci fanno insieme, sicuri che all’alba le loro strade si divideranno per non ritrovarsi mai più.
Ma tra loro scatta qualcosa che li porterà non a mettersi insieme, né a farsi promesse, ma a tenere aperta una porta. E seguendo questo filo “Un giorno” racconterà la vita di Dex ed Emma per i successivi sedici anni, dal 1988 al 2004, raccontando sempre cosa accade il 15 luglio di quell’anno. A volte li ritroveremo insieme, altre volte separati, a scambiarsi lettere, telefonate o incontri, cogliendo brevi istantanee delle loro vite e ricostruendo attraverso flashback quello che è successo nel frattempo.
I primi anni in cui Dex gira per il mondo ed Emma passa da una scombinata compagnia teatrale di TPP (teatro pedagogico politico), ad un impiego in un ristorante messicano. Quelli successivi in cui Dex diventa famoso con programmi giovanili e demenziali nel mondo televisivo e comincia a fare uso di sostanze e alcool, mentre Emma si sente sempre più inappagata ed amareggiata perché ha l’impressione di star buttando via la sua vita. La vacanza insieme nel Dodecanneso dove tutto può accadere, ma gli stili di vita e gli obiettivi diversi li dividono.
Negli anni assistiamo all’ascesa e alla caduta di Dex, al quale il successo dà alla testa e l’abuso di droghe e alcool gli fanno perdere totalmente il controllo sulla sua vita. E vediamo la frustrazione di Emma di non riuscire a fare ciò che vorrebbe, l’accettare lavori modesti per poter sopravvivere, la necessità di ripiegare ed accontentarsi per poi diventare insegnante, togliersi delle soddisfazioni e finalmente iniziare a scrivere e veder pubblicati i propri lavori. In questi sedici anni vediamo le due vite svolgersi agli antipodi e i due amici allontanarsi tra incomprensioni e recriminazioni.
«Dexter, ti amo così tanto. Così tanto… E probabilmente ti amerò per sempre». Gli sfiorò la guancia con le labbra. «È solo che non mi piaci più, mi dispiace».
Li ritroviamo ai matrimoni degli amici a fare una sorta di bilancio esistenziale, innamorati di altri o ingabbiati in relazioni sbagliate. Fino ad essere finalmente nello stesso punto, nello stesso momento.
Dex ed Em, Em e Dex: amici, confidenti, complici, per anni mai sulla stessa lunghezza d’onda, sempre disallineati, una storia d’amore che pare non decollare mai, ma che già lo è fin dall’inizio.
David Nicholls, partendo da una citazione di Charles Dickens tratta da Grandi speranze: «Per me fu un giorno memorabile, perché mi cambiò molto. Ma in ogni vita succede lo stesso. Immaginiamo un giorno a scelta isolato dal contesto e pensiamo a come sarebbe stato differente il corso della vita. Fermati, lettore, e rifletti a lungo sulla lunga catena di vil metallo o oro, spine o fiori, che non ti avrebbe mai legato, se non fosse stato per la formazione di quel primo anello in quel giorno memorabile.» costruisce la storia seguendo sempre e solo gli avvenimenti del 15 luglio, San Swithin, celebre nel folklore britannico per il detto popolare: “Se piove il giorno di St. Swithin, pioverà per i prossimi 40 giorni”.
Un giorno scelto non a caso, ma come metafora del destino, dell’imprevedibilità della vita, dei suoi alti e bassi. Infondo “Un giorno” racconta proprio come sia impossibile programmare la vita, come questa tenda sempre a sbaragliare le carte e a sorprendere nel bene e nel male e sarebbe bene imparare a godere dei momenti, apprezzando le situazioni e dando valore al tempo.
Per me “Un giorno” è un libro speciale, che sento terribilmente vero. Perché non tutte le relazioni nascono col piede giusto, non sempre piaciamo alla persona che ci piace, o vogliamo la stessa cosa nello stesso tempo. Tantissime storie d’amore devono fare i conti con i disallineamenti, le incomprensioni, i momenti sbagliati. E la vita ci insegna che spesso per arrivare dobbiamo combattere, lottare, soffrire, essere sconfitti.
Nicholls scrive una storia reale, dolce amara, piena di ironia, mai prevedibile, non troppo romantica, con punte drammatiche, che però non cadono mai nel melodramma e con due protagonisti pieni di difetti, a volte insopportabili, ma proprio per questo terribilmente reali.
La rilettura ha riconfermato che per me “Un giorno” è uno dei miei libri preferiti. C’è tutta la forza e la bellezza della vita in queste pagine. Ma anche la sua imprevedibile crudeltà.

Da questo libro è stato tratto nel 2011 l’omonimo film diretto da Lone Scherfig, con Anne Hathaway e Jim Sturgess, che mi sono rivista dopo la lettura per capire quanto fosse fedele al romanzo. Film carino, procede per immagini, che chi ha letto il libro riesce a ricollocare, ma per chi lo vede a se stante risulta un po’ slegato, dal momento che manca un po’ di filo conduttore. Mi è piaciuto molto il finale in cui l’elemento malinconico e il collegamento tra le prime pagine e le ultime è reso davvero bene.

E nel 2024 è uscita la serie Netflix con Leo Woodall e Ambika Mod, che ha suddiviso la storia in 14 episodi da circa 30 minuti l’uno. La durata della miniserie, a differenza del film, dà modo di seguire quasi passo passo il libro e i due protagonisti sono parecchio azzeccati.
Un giorno di David Nicholls [One Day 2009] – Neri Pozza Bloom (2010) – Traduzione di Marco Rossari e Lucio Trevisan– pag. 487

