L’onore sopra ogni cosa di Kathleen Grissom riprende la storia di uno dei protagonisti de Il mondo di Belle, ricucendo poi a poco a poco gli avvenimenti da dove si era interrotto al primo.
Se Il mondo di Belle è un romanzo corale dove anche i comprimari trovano spazio per emergere, L’onore sopra ogni cosa è soprattutto la storia di un uomo, James Burton. Un bambino dalla pelle bianca, cresciuto da una nonna un po’ matta, respirando ed introiettando il disprezzo che i bianchi provano nei confronti degli uomini e delle donne di colore, traumatizzato dalla scoperta di essere figlio di una schiava nera e costretto ad uccidere il padre per evitare di essere da lui venduto come schiavo. Un ragazzo maturato con la paura di essere scoperto. Consapevole che solo la sua pelle bianca può garantirgli un futuro libero e ricco di possibilità, ma anche conscio che un qualunque errore può riportarlo a quel mondo segregato da cui è fuggito. Un uomo diventato apprezzato orefice, un’artista, amante del bello, della natura, della pittura, che ha nascosto nella parte più profonda di sé le sue origini.
James Burton, con determinazione, talento, duro lavoro ma anche un pizzico di fortuna è riuscito ad arrivare a ricoprire un ruolo nella società di Philadelphia, ma anche i muri hanno le orecchie e il suo successo può tramutarsi in un attimo in una totale disfatta soprattutto quando ci si innamora ricambiato di una bellissima ragazza dell’alta società costretta a sposarsi per interessi familiari.
James Burton è una figura complessa, un uomo che in molti momenti appare vigliacco, pieno di paure, tutte comunque motivate, che per ripagare un debito d’onore, con l’uomo che l’ha aiutato da ragazzino, affronterà il rischio di tornare in Virginia e combattere il proprio passato e soprattutto salvare Pan, un ragazzino intraprendete ed intelligente a cui si è affezionato.
Il viaggio lo metterà davanti a tutte le sue paure, ma gli permetterà anche di fare pace con il suo passato, innanzitutto con la madre Belle.
Accanto a lui tante figure indimenticabili: Henry che nonostante il terrore che prova non esita a tornare a sud per salvare il figlio; Robert, fedele maggiordomo, uomo di fiducia, colonna portante della casa ma anche in qualche modo voce della sua coscienza; Sukey, che nonostante il dolore e l’umiliazione fa di tutto per aiutare gli altri.
In questo romanzo l’autrice americana racconta senza citarlo mai l’esperienza del “passing”, cioè la scelta fatta da molti neri che avevano un colore della pelle chiaro, di farsi passare per bianco, permettendo loro di poter anelare ad una vita migliore anche se comportava la necessità di rinnegare le proprie origini, cancellando completamente qualunque legame con parenti e amici. Cosa ancora più difficile nel periodo storico raccontato perché all’epoca esisteva ancora la schiavitù nel Sud e i mercanti di schiavi non esitavano a catturare uomini liberi e rivenderli, senza che questi potessero opporsi in alcun modo.
E, allo stesso modo inserisce nel racconto, (di nuovo senza citarla espressamente) la “Ferrovia Sotterranea” (o meglio Underground Railroad) che raggiunse il suo apice tra il 1810 e il 1850, una rete segreta di itinerari e luoghi sicuri utilizzati dagli schiavi per fuggire negli “Stati liberi”. Una sorta di organizzazione segreta che aiutava la fuga degli schiavi dalle piantagioni fornendo assistenza, cibo, rifugio, vestiti, in varie “stazioni” disseminate lungo il percorso.
Nonché il fenomeno odioso raccontato in 12 anni schiavo della cattura di uomini, donne, ragazzi, bambini, presi di forza negli stati dove la schiavitù era proibita e gli uomini neri erano liberi cittadini, e poi portati al Sud per essere venduti, senza nessun riguardo per la legge.

L’onore sopra ogni cosa è un romanzo che avvince completamente, si fa fatica a staccarsene, perché si vuole sapere cosa succederà, se James riuscirà a portare a termine la sua missione, se salverà Pan, se riavrà una vita al termine della sua odissea. Un bel modo per conoscere un pezzetto di storia americana e avere consapevolezza di che cosa fu il fenomeno della schiavitù.
L’onore sopra ogni cosa di Kathleen Grissom [Glory Over Eveything 2016] – Neri Pozza (2013) – traduzione di Chiara Brovelli – pag. 430