Un romanzo spiazzante

Mentre leggevo le prime pagine di “Sally Diamond la strana” di Liz Nugent, un altro personaggio letterario mi si sovrapponeva nella mente: la “Eleonor Oliphant sta benissimo” di Gayl Honeyman. Stessa incapacità sociale, stessa goffaggine. Donne dimesse e trascurate, un po’ sciatte, che vivono in una sorta di routine che le protegge e impedisce loro di rapportarsi con gli altri, ma anche con la vita. Donne con un passato drammatico alle spalle e con memorie dolorose dimenticate o da dimenticare. Finiscono, però, qui le similitudini tra le due protagoniste “strane” che scopriranno che la vita può anche riservare sorprese, che gli altri non sono sempre e solo nemici da cui guardarsi ma anche affettuosa rete sociale a cui appoggiarsi e da cui farsi sostenere quando serve.

“Sally Diamond la strana” ha un incipit spiazzante, in cui Sally, seguendo alla lettera le istruzioni del padre, alla sua morte, prende il corpo dell’uomo e lo porta all’inceneritore di casa per bruciarlo.

«Portami fuori con la spazzatura» diceva sempre. «Quando muoio, portami fuori con la spazzatura. Tanto sarò morto, per me non farà differenza. Mentre tu piangerai tutte le tue lacrime». E iniziava a ridere, e io con lui perché sapevamo entrambi che non le avrei piante tutte le mie lacrime. Non piango mai, io.

Quando ero arrivato il momento, mercoledì 29 novembre 2017, avevo seguito le sue istruzioni. A quel punto era piccolo e fragile, aveva ottantadue anni, quindi era stato facile infilarlo in un grande sacco della spazzatura.

E come si può non amare un simile personaggio? Una donna, ancora un po’ bambina, che si finge sorda per non parlare con chi non conosce, che fraintende le intenzioni degli altri, che fa domande inopportune. Una donna estremamente intelligente e capace, che suona magnificamente il pianoforte, ha un’ottima memoria, ma odia essere toccata e ha una routine quotidiana che le permette di tenere sotto controllo l’ansia. Una donna generosa, che non conosce le regole del vivere e per questo trova normale smaltire il corpo del padre in un inceneritore.

Il romanzo di Liz Nugent però è tanto altro. E’ un thriller che racconta una storia torbida, difficile, in cui accadono cose aberranti, e che svela a poco a poco la sua anima e dipana una vicenda dolorosa a due voci. Due vittime collaterali della follia e della violenza. Sulla trama, al di là del folgorante inizio, meglio non dire altro, perché questa è uno di quei romanzi in cui il lettore deve avventurarsi da solo, a scatola chiusa, senza sapere praticamente nulla di ciò che avverrà.

Aggiungo solo che una volta iniziato sarà veramente difficile metterlo giù, e le quattrocento pagine sembreranno addirittura poche, rispetto alle domande e alla voglia di rimanere ancora accanto ai protagonisti di questo incredibile romanzo, che intreccia mondi, solitudini, follie. E affronta temi forti: dal trauma familiare, alla neurodivergenza, dal diritto all’identità a quella dell’oblio.

Un romanzo che mi ha fatto riflettere sul tema delle vittime collaterali, su cui avevo già ragionato grazie al romanzo di Roberta Recchia, “Io che ti ho voluto così bene”. Ci sono casi – di cui purtroppo la cronaca nera è piena – in cui l’attenzione generale, l’empatia, la solidarietà si concentrano inevitabilmente sulle vittime, cioè su chi è, malauguratamente, inciampato nei passi di assassini e folli, dimenticando quelli che in qualche modo hanno vissuto accanto a questi criminali e la cui vita è stata travolta, rovinata per sempre da ciò a cui hanno assistito o alle persone a cui sono stati associati.

Un’ultima considerazione: “Sally Diamond la strana” è un romanzo ben costruito, articolato, ma il vero valore è la protagonista. La struttura che da un certo punto in poi alterna due linee narrative e temporali distinte e seppur la seconda incalzi e se ne voglia conoscere lo sviluppo, il racconto di Sally, il suo approccio al mondo, la sua prospettiva spiazzante, non convenzionale, conquista. La scrittrice irlandese è riuscita a dar vita ad una figura complessa ed autentica, una outsider a tratti disturbante ma profondamente vera che resta impressa nella memoria.

Sally Diamond la strana di Liz Nugen [Strange Sally Diamond 2018] – Vallardi (2025) – traduzione di Eva Luna Mascolino – pag. 392

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