Un fratello speciale

“Prendimi se cado” di Barry Jonsberg inizia con una sorta di prologo ambientato sei anni prima, in cui i due protagonisti, Ashleigh e Aidan, gemelli identici, promettono alla madre di prendersi cura l’uno dell’altra, non solo per fatti gravi, ma anche soltanto se uno dei due è triste e ha bisogno di essere consolato. “I fratelli e le sorelle ti prendono se cadi” deve essere il loro mantra, come ripete sempre la madre. Sei anni dopo i due fratelli stanno iniziando una nuova scuola e Ashleigh, che è la voce narrante, trova fastidioso il costante atteggiamento protettivo di Aidan nei suoi confronti.

All’inizio pare di leggere una normale storia di fratelli, dinamiche per certi versi già tratteggiate in tante storie di adolescenti, dove uno dei due fratelli comincia a sentirsi stritolare dalla costante presenza dell’altro e vorrebbe poter volare con le proprie ali.

Ma sono piccoli riferimenti a far capire che c’è qualcosa di diverso nella storia che stiamo per leggere. “Prendimi se cado” è, infatti, ambientamento a Sidney, in Australia, in un futuro forse nemmeno troppo distante dal nostro, dove il cambiamento climatico ha drasticamente ridotto la popolazione mondiale che sopravvive ai continui disastri climatici, alle tempeste, alle radiazioni solari, e dove il sistema sociale come lo conosciamo noi non esiste più: poveri sempre più poveri, ricchi sempre più ricchi e barriere che dividono queste due fette della popolazione lacerate da divisioni profonde ed insanabili.

“Per favore, Asleigh, non raccontare agli altri ragazzini di questa cosa”, aggiunse il professor Meredith […] Vedi, alcuni potrebbero distruggerla, strappare la ragnatela, non perché il ragno gli sta facendo del male, ma solo perché ne hanno il potere. Purtroppo ad alcune persone piace esercitare il potere. Ma io non sono sicuro che possiamo vivere bene con noi stessi se distruggiamo la vita di un’altra creatura senza motivo. Tu non sei quel genere di persona, vero Asleigh?”

Ashleigh e Aidan fanno parte della fetta ricchissima della popolazione, hanno una villa immensa dotata di piscina, un orto che gli dà cibo biologico e fresco, una biblioteca rifornitissima e frequentano una una scuola d’élite. La madre è una ricercatrice, nonché proprietaria di una multinazionale, esperta in robotica ed intelligenza artificiale. Per loro non c’è nulla di eccezionale nei privilegi di cui sono circondati. e per Ashleigh è addirittura motivo di vanto davanti ai compagni.

I due ragazzi all’inizio sono totalmente ignari di ciò che li circonda, inconsapevoli che al mondo esistono tante persone che non hanno i loro privilegi e i loro lussi, all’oscuro delle difficoltà dei pericoli e delle contraddizioni del mondo. Il loro è una sorta di paradiso artificiale. A poco a poco si aprono piccole crepe, incongruenze, elementi che li mettono di fronte a quello che c’è al di là dell’ambiente protetto in cui vivono.

“Noi siamo come una di quelle fiabe che la mamma ci raccontava quando andavamo a dormire, Asleigh. Una principessa e il principe suo fratello in una bellissima torre. Meravigliosa, gloriosa. Due eroi. Ma non sappiamo niente del mondo che c’è là fuori, i contadini, i fabbri, i soldati, i mendicanti, gli ubriaconi, i morti e i moribondi nelle loro fosse, la sporcizia, lo squallore. Il mondo reale. Abbiamo bisogno di sapere queste cose, Ash. Non possiamo passare la vita in un’ignoranza privilegiata. Dobbiamo dare un mano dove possiamo. E’ questo che ci rende umani. O dovrebbe”

Credo che sia meglio fermarsi qui rispetto alla trama. Prendimi se cado è un romanzo in cui addentrarsi passo dopo passo, facendosi stupire dalla trama, davvero ben architettata e complessa, con parecchi colpi di scena.

Barry Jonsberg scrive un romanzo di cui è difficile definire persino il genere: romanzo di formazione? Sicuramente; distopico? Assolutamente sì; ma anche fantascienza; inoltre affronta temi sociali, politici ed ambientali, senza dimenticare il sentimento di fratellanza e l’importanza dei legami. L’autore costruisce una storia credibilissima seppur fantastica, riuscendo altresì a far percepire, fin dalle prime pagine, al lettore un senso di disagio e di inquietudine, che continua a salire per tutto il romanzo, riuscendo a mantenere l’intensità fino all’ultima riga. E soprattutto apre al lettore un ventaglio di domande su un futuro che ci sta coinvolgendo tutti in prima persona e sui cui limiti ci si inizia ad interrogare.

“Prendimi se cado” è un libro originale, ben strutturato, coinvolgente anche se vagamente inquietante. Da leggere.

Prendimi se cado di Barry Jonsberg [Catch Me If I Fall 2020] – Terre di mezzo (2024) – traduzione di Sara Ragusa – pag. 261

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