La fatica di crescere

“Le ragazze non hanno paura” di Alessandro Q. Ferrari unisce avventura, senso del proibito e del mistero alla difficoltà di passare dal mondo dei bambini a quello degli adulti nella consapevolezza di quanto quest’ultimo possa essere deludente e spesso cattivo. Il protagonista è un ragazzino di tredici anni, Mario Brivio, che se potesse scegliere vorrebbe l’invisibilità come superpotere, in modo da passare inosservato a casa e a scuola. Accanto a lui una madre iperprotettiva dopo la scomparsa, mai superata, della sorella, e la nonna poco affettuosa e apparentemente disinteressata al nipote ma che all’occorrenza si rivela una vera combattente.

Mario si trova a trascorrere le vacanze estive a casa della nonna a Castelnero, un paesino del Piemonte ai piedi delle montagne. Lì non conosce nessuno se non Tata, figlia dei vicini di casa. Una ragazza esuberante e bellissima, che un po’ per caso, un po’ per necessità, diventa la sua compagna di avventure, chiacchiere, confessioni. E non importa se lo chiama Mary, lo prende in giro per la sua poca audacia, e lo considera poco più di un soprammobile. Grazie a lei Mario entra a far parte di una banda di ragazze. Ragazze che a differenza sua, pare non abbiano paura di nulla. Vogliono solo essere se stesse, con tutte le difficoltà, i dubbi, le incertezze della loro età, ma anche con le idee, il coraggio e l’incoscienza dell’adolescenza.

E tramite Tata (per cui Mario prova sempre di più un sentimento intenso che gli “dava le formiche alla nuca”) Inca (piena di attenzioni e cura verso tutto, che pare portare con sé la luce) e Jo (figlia di giostrai, che non si vergogna di sé, della propria vita ai margini) Mario fa per la prima volta l’esperienza dell’amicizia, dell’amore, dell’appartenenza a un gruppo.

Un gruppo che si troverà a scontrarsi, in senso non figurato e fisico, con un altro gruppo di ragazze con conseguenze inaspettate e drammatiche.

E da qui pare quasi iniziare un altro libro: esoterico, misterioso. Lettere che paiono arrivare dall’aldilà, una nuova avventura che porterà alla luce tutto lo smarrimento, i sensi di colpa e soprattutto la coscienza della perdita con cui devono fare i conti Mario e le sue amiche.

Impossibile raccontare di più, “Le ragazze non hanno paura” va scoperto a poco a poco, immergendosi in una storia dai confini fiabeschi, che sembra a tratti sconfinare con elementi soprannaturali.

Una storia avvincente che grazie a personaggi vividi, dialoghi serrati e una trama originale, regala al lettore un romanzo di formazione e una riflessione sul dolore, e soprattutto sull’impossibilità di “correggere” alcuni errori con cui è difficile fare i conti a qualsiasi età, ma che paiono insormontabili da adolescenti.

Mi sembrò di dormire con un elefante invisibile schiacciato sopra la pancia e alla mattina, quando mi svegliai, l’elefante era ancora lì.

Perché, come imparerà Mario, il coraggio spesso nasce dalla disperazione, aspettare che passi la paura in molti casi non è un’alternativa possibile e l’unica cosa è provare.

Non eravamo pronti. Ma non lo saremmo mai stati perché ad aspettare di essere pronti si finisce per non esserlo mai.

Le ragazze non hanno paura di Alessandro Ferrari – DeA (2018) – pag. 297

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